INTERNATIONAL TEAM – La storia, a cura di Marco Alberto Donadoni.

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IT simbolo

È  il 1976 : Massimo Petrini e Nicola di Tella decidono di creare un’attività editoriale e, sulla base delle loro reciproche competenze, fondano la Intenational Team (che di International ha solo molte e fondate aspirazioni). Cominciano producendo solo puzzles, col valido aiuto di Gaetano “Nino” La Macchia, responsabile di produzione in un piccolo capannoncino di Passirana di Rho .

Contemporaneamente Marco Donadoni,  appassionato di soldatini e di wargame tridimensionali, studia giurisprudenza e mentre lo fa cerca di vendere qualche soldatino di piombo autoprodotto in negozi tipo Città del Sole, laddove incontra il mitico Alfredo Gentili, primo importatore di Avalon Hill e quindi deus ex machina del war/boardgames in Italia.

Tra i due nasce un’amicizia, si scambiano qualche prodotto, poi due più due fa quattro e il Donadoni si mette a progettare giochi per poter usare i suoi soldatini all’interno di movimenti per esagoni tipico dei wargame in scatola. Alla fine ne autopubblica pure uno, Iliad, che cerca di vendere a negozi del milanese con scarso successo economico. Tuttavia la cosa gli permette di conoscere la IT a cui si propone (con  l’intercessione di Fiorella Pozzi della Città dei giochi, altra grande donna del gioco milanese dei tempi) come autore di giochi. Petrini e Di Tella di games e wargames non capiscono una cippa, ma l’idea lo convince e cooptano l’inventore proponendogli un contratto a termine in vista dei risultati della prima fiera del giocattolo di Milano, a cui pensano di partecipare con vari prodotti, fra cui anche giochi.

Così nel 1977 la IT  comincia a sviluppare e presentare oltre ai puzzles anche giochi, sia di famiglia che wargames, e  allarga la sua presenza cominciando a proporsi anche a Norimberga . Pare che la cosa piaccia a giornalisti e commercianti, soprattutto per la grafica decisamente innovativa dei 6 primi titoli presentati, fra cui uno si fa strada nell’immaginario dei  giocatori: si chiama Zargo’s Lords.

Il nome deriva da un film di sf in quei tempi appena arrivato nelle sale, con Sean Connery protagonista, dal titolo Zardoz, molto apprezzato da Donadoni, che lo connette alla simulazione di un situazione derivata a sua volta dal romanzo Il Pianeta Tschai, di Jack Vance .
Da qui comincia l’avventura incrociata di Donadoni, Di Tella e Petrini, che durerà oltre 10 anni. Avventura che tuttavia, nel nuovo edificio editoriale in cui IT si è nel frattempo spostata a mazzo di Rho, vedrà il passaggio anche di altri interessanti soggetti.

Fra i diversi soci che nell’arco di vita della IT vedono il loro nome aggiungersi a quelli dei fondatori sono da segnalare Franco Lamura, entrato in azienda nel 1983, e Giorgio Giona, importatore di Heller e titolare della società Kosmos. Nel reparto grafico, accanto a Petrini entra in veste di grafica colei che poi diventerà sua moglie, Nicoletta Pellegatta.

Fra gli esterni non si possono scordare coloro che fanno in questi anni grande l’IT in tutti i sensi (le scatole sono tutte volutamente extra-size), e cioè gli illustratori delle copertine: disegnatori italiani quali Moretti e Riboldi , senza dimenticare il padre in bella copia  delle creature di VII Legio, il grande Silvio Cadelo (la brutta copia, cioè la struttura base e la forma inziale sono pensate e disegnate dallo stesso auto del gioco, che passa i sui schizzi ai professionisti della matita e dell’acquarello).

Anche in dimensioni geografiche IT si allarga quasi subito,  creando aziende sorelle in Francia (sotto la direzione di Renzo Angelosanto), in Germania a Francoforte, In Spagna a Barcellona e negli USA a New York.

Nel 1983 International Team atterra sul pianeta televisivo, creando un contatto con la nascente Mediaset e propone al pubblico i Giochi di Canale 5: calcio, basket, football americano, formula 1 e rally, sviluppati in collaborazione di marketing con i più importanti nomi dello sport e della comunicazione sportiva dell’epoca, quali Dan Peterson, Guido Bagatta e Andrea De Adamich. 

A questo punto la voglia di IT di allargare gli orizzonti non si ferma più, e si cerca di sfondare anche sul fronte della demenzialità griffata, creando interessanti collaborazioni con Renzo Arbore per il suo “…Ma non i coperchi” , con Ambrogio Fogar per la proposta del gioco di esplorazione in scatola Jonathan, e  con Smemoranda, sviluppando il  titolo Smemo-Skizzo (inteso in senso schizofrenico).

Un altro mercato parallelo “invaso” con successo a partire dal 1985 da IT è quello delle figurine in bustina, che creano serie di grande fortuna in Francia e in Italia sotto i marchi di Bibifoc/Siebert, Ewoks e di nuovo Jonathan, sempre collegato al trasmissioni televisive sia italiane che francesi (agli sport nostrani si aggiunge infatti Thalassa, sviluppato in collaborazione con la terza rete parigina FR3).

A partire dall’84 International Team edita anche numerosi titoli per bambini, mercato a cui non si era proposta prima, e per entrare nel quale crea una partnership editoriale con Editrice piccoli, collaborazione che durerà fino a 1986.

Purtroppo, per certi versi proprio il successo del mercato delle figurine in edicola produce l’evento che alla fine porta a chiudere la produzione della International team nel 1988. Consapevole del successo economico e finanziario potenziale del marcato delle figurine in edicola IT punta molto, tanto, probabilmente troppo su questo fronte e incappa nel Grande Anno Nero delle figurine, quello che fa perfino chiudere il gigante storico del settore, Panini, che viene addirittura rilevato dal gruppo Murdoch.  È un anno straneo, qualcuno dice ciclico, di scarico energetico e intellettuale delle figurine, uno di quegli anni in cui non si vende nemmeno la classica edizione dei giocatori del campionato di serie A. O forse è l’arrivo dei videogiochi e delle prime console Nintendo, o forse è il volere degli dei, ma sta di fatto che le risorse ancor deboli della IT non reggono, e nel 1988  si vede costretta a chiudere, passando alcuni titoli a Jeux Descartes in Francia, ed altri a Editrice giochi in Italia (che passano insieme al loro autore negli uffici EG di via Bergamo).

 Ma qui si potrebbe dire che comincia un’altra storia.

Per chi volesse vedere un elenco abbastanza completo Wikipedia alla voce International Team permette di trovare quasi tutti i titoli di IT in modo abbastanza strutturato.

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Un sentito ringraziamento a Marco Alberto Donadoni per la storia che ha personalmente redatto per “Giochi in scatola Vintage”.

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